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Diario
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16 novembre 2008

Casa P....e

L. guarda sconfortato il calzino che ha una piccola sfilatura.
 
Lu: Questi calzini oggi si fanno l'ultimo giro.
Io: Dead socks walking.


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permalink | inviato da stella-marina il 16/11/2008 alle 1:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 novembre 2008

Roma, una mattina di sole

Arriverò tardi pure questa mattina. Mi alzo alle cinque, faccio due ore di viaggio e poi devo andare pure dal preside. Sa di scusa, lo so, ma se c’era un incidente, la colpa non è mia. Tanto oggi non c’è niente di importante alla prima ora. Alla seconda, invece, la professoressa di italiano spiega, poi ci sono le interrogazioni, ma oggi non tocca a me. Mi devo far dare gli appunti di diritto, la differenza fra diritto soggettivo e interesse legittimo non l’ho proprio capita. Accidenti, sono passata con il semaforo rosso, un cretino a momenti mi mette sotto.

Oddio, i libri. Cos’è successo? Perché sono per terra? Sono caduta sui sanpietrini? E cos’è questo dolore dietro la schiena? Ehi, ma cosa stai facendo? Cosa ho fatto? Sto andando a scuola, sono pure in ritardo e mi tocca andare dal preside per giustificarmi.
Mi fai male, lasciami le mani. Perché mi stai picchiando?
Madonna la manifestazione. Me n’ero dimenticata. Cos’è quel fumo che viene da Piazza Esedra? Mi fai male, lasciami, non ho fatto niente, stavo correndo perché l’autobus ha fatto ritardo. Non ho buttato niente. I libri, dove sono i libri? C’è il quaderno di Eleonora, glielo devo ridare. Lasciami, smettila, potrei essere tua sorella. Pensa se fossi la tua ragazza?

Ho visto dove sono finiti i libri, mi alzo, li prendo, lo guardo. Assomiglia al mio amico che lavora in una bella città sul lago. Il suo è un viso buono, ma ha la paura negli occhi e pure un po’ di stupore, come se solo ora si rendesse conto che mi ha fatto male.
Cerco di non piangere, di non sentire il dolore, non sa che fare, gli chiedo di accompagnarmi a scuola, sono in ritardo. Meno male, cammino bene, ma ho male al polso. Sono arrivata, mi fermo sul portone, mi accorgo che ha gli occhi lucidi, accenno un sorriso, abbassa lo sguardo, gli prendo la mano ora disarmata. Mi dice il suo nome e mi chiede perdono. E’ successo a Roma verso la fine degli anni settanta, in una mattina di sole.


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permalink | inviato da stella-marina il 15/11/2008 alle 0:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

2 novembre 2008

Sapori d'autunno

            Frutti amati

Quando ero piccola, capivo che era arrivato l'autunno quando nonna 'Nunziata mi diceva che zio Augusto le aveva portato i granati per me, i miei genitori raccoglievano i cachi nel terreno dove si sentiva il cuculo, mio padre mi portava i ricci con dentro le castagne, le ceste di melette e il profumo dei mandarini riempivano la casa...


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permalink | inviato da stella-marina il 2/11/2008 alle 14:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

1 novembre 2008

Sono stata rapita...

E' uscito, finalmente...

Ho letto L'ombra del vento in ritardo. Non amo i bestsellers, non mi piace leggere un libro solo perchè lo leggono gli altri, ma un romanzo ambientato a Barcellona dove si parlava di un cimitero dei libri dimenticati era un richiamo troppo forte.
Ho letto le ultime pagine in Spagna, proprio alcuni giorni dopo essere stata per la seconda volta nella città che una mia amica aveva detto essere la città per me. Aveva ragione Cristina, d'altra parte lì il mio nome è scritto ovunque.
Anche Il gioco dell'angelo si svolge a Barcellona, anche qui c'è quel cimitero, c'è un giovane protagonista di cui conosco alcuni umori, un misterioso editore che ha come simbolo un angelo, una strana casa con una torre, un amore non corrisposto, un ispettore che indaga su un incendio e un manoscritto con una curiosa lettera S... torno a leggere, che sono solo a pagina 224...


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permalink | inviato da stella-marina il 1/11/2008 alle 20:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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