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22 ottobre 2008

Con te...

Con te...

Oggi sono tornata quella bambina di collina che si arrampicava dappertutto, sfidava ogni rovo per raccogliere i ciclamini dal colore più intenso. Ho respirato il profumo della terra umida e del muschio. Con il cuore leggero e felice, ho ascoltato ad occhi chiusi il canto di mille uccelli... Sensazioni antiche, già conosciute, ma questa volta condivise con te... :-) 


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permalink | inviato da stella-marina il 22/10/2008 alle 23:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 ottobre 2008

Cartoline per voi... :-)

 


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permalink | inviato da stella-marina il 20/10/2008 alle 23:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

20 ottobre 2008

Verso il cielo

La testa per aria... :-)

22 maggio 2007

Connessioni

Premetto che devo riprendere a studiare, le uscite domenicali si ridurranno (traduzione: non vi ammorbo più con post bucolici), ma ieri è stata un’altra di quelle belle giornate che vale la pena raccontare perché se ci sono i giorni no, è anche vero che si incontrano, a volte per caso, delle persone così sfiziose che non ti stancheresti mai di starci insieme. Domenica siamo stati a Caprarola, una piccola cittadina vicino il lago di Vico. Stavolta si trattava di un’uscita organizzata dagli amici dell’Accademia delle buone forchette, come li chiamo io. Unico difetto: la levataccia mattutina, perché loro sono svizzeri e stare alle nove e quarantacinque a novanta chilometri da casa non è uno scherzo.
La giornata si presentava bene: distese di papaveri in festa, ginestre fiorite, un sole e un cielo pittati, stradine strette e curvose dove andare piano perché hai un trattore davanti non ti costa e ti permette di goderti il panorama. Poi, la visita a Palazzo Farnese valeva qualche ora di sonno persa. La scala elicoidale con le grottesche, il cortile circolare, le stanze del piano nobile, il parco fino alla Palazzina del Piacere con i giardini segreti dove le fontane creano dei giochi d’acqua a sorpresa e tutte le storie sui Farnese che nel Rinascimento le famiglie nobili avevano una vita così movimentata che se perdi il passaggio di una parentela ti salta tutta la sfilza di feudi. Nel Palazzo, che ha avuto come direttori dei lavori Antonio da Sangallo e il Vignola e tra i pittori Federico e Taddeo Zuccari, da non perdere è la sala del Mappamondo, una Google Earth del Cinquecento.

Nella migliore tradizione dopo il dovere viene il piacere, dopo l’abbuffata di storia, arte e giardini siamo andati a mangiare a La Canonica, un piccolo ristorante di Ronciglione ricavato nella casa di una delle cinque sorelle stiliste molto note a Roma. Scusate la pubblicità, ma il posto merita per il gusto e la cortesia di tutto il personale. In particolare, per la pazienza di Amalia che mi ha spiegato come si fanno la salsina di ricotta e peperoncino e le polpette al limone. Io non saprò cucinare, ma so riconoscere quando un piatto mi rende felice come una pasqua.
Tra l’altro, quando mangi vicino ad una persona sfiziosa che di mestiere ha fatto il generale e che, tra una portata e l’altra, ti racconta di quando è stato mandato ad un corso di addestramento in Texas per volare sugli F104, ma pure del gattino che si era nascosto nel motore della sua auto e che lui aveva salvato, ti rendi conto che al mondo ci sono ancora delle persone che possono insegnare molto.
Dimenticavo, alla veneranda età che i francesi chiamano sessanta-dieci, sta partendo con la moglie per un viaggio di quaranta giorni in roulotte verso Capo Nord con una videocamera nuova di zecca.
Una giornata trascorsa parlando di Rinascimento e di volo non poteva che finire con un concerto di musiche e danze ai tempi di Leonardo nel cortile interno di Palazzo Farnese al quale ci aveva invitato una gentile donzella in costume conosciuta per le strade di Ronciglione. Se penso che ho appena finito di leggere un libro che parla di due principesse della famiglia d’Este, imparentate con gli Sforza e i Gonzaga e che sono state ritratte da Leonardo, mi rendo conto che la mia vita a volte assomiglia ad un ipertesto.




permalink | inviato da il 22/5/2007 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

16 maggio 2007

Una domenica perfetta

   

Nonostante il sonno e la colazione prolungata, domenica mattina volevamo goderci la giornata di sole e abbiamo deciso di andare ad Orvieto. Poco più di cento chilometri, un’ora di macchina, meno tempo di quanto è necessario tutte le mattine per andare al lavoro, che è molto più vicino, tra l’altro. L’idea era quella di visitare la mostra Cabianca e la civiltà dei macchiaioli e di farci un giretto in città. E devo dire che abbiamo passato proprio una bella giornata. La gentilezza e la cortesia delle persone sono merce rara e quando le incontri ti lasciano una piacevole sensazione.
La mostra è interessante: il prezzo del biglietto è ridicolo e io ho avuto pure lo sconto (sono pur sempre una studentessa universitaria). Roberta ci ha guidato lungo il percorso illustrando ogni singolo quadro (e non ce ne sono pochi). Così abbiamo scoperto che Vincenzo Cabianca è un pittore niente male, meno conosciuto ora di Telemaco Signorini e di Giovanni Fattori, ma non all’epoca come esponente del movimento dei Macchiaioli. Una nota curiosa è che uno dei suoi soggetti preferiti erano le monachine, ritratte soprattutto in pose pensose e malinconiche perché consapevoli della vita alla quale erano state costrette a rinunciare (nell’Ottocento molte figlie femmine erano destinate al convento per non disperdere il patrimonio di famiglia). Molto belli sono anche i quadri lombardi, di tema risorgimentale, le marine e i paesaggi di campagna, ma anche gli scorci cittadini, soprattutto quelli di Roma e Venezia.
Ma le sorprese non erano finite. Di fronte Palazzo Coelli, che ospita la mostra, c’è la chiesa di S. Francesco con uno splendido portale, dove un gentilissimo volontario ci ha fatto vedere un affresco del Trecento, mi sembra, ritrovato per caso sotto diversi strati di calce e che rappresenta uno dei primi fumetti della storia dell’arte. Al tramonto, il Duomo si è mostrato con i suoi colori migliori e all’interno, abbiamo ammirato la Cappella di San Brizio che dopo il restauro è uno spettacolo per gli occhi. Un aperitivo sulla piazza, il tempo per scrivere una cartolina e poi l’ultima funicolare. Niente da dire, una giornata perfetta.




permalink | inviato da il 16/5/2007 alle 7:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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