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1 novembre 2008

Sono stata rapita...

E' uscito, finalmente...

Ho letto L'ombra del vento in ritardo. Non amo i bestsellers, non mi piace leggere un libro solo perchè lo leggono gli altri, ma un romanzo ambientato a Barcellona dove si parlava di un cimitero dei libri dimenticati era un richiamo troppo forte.
Ho letto le ultime pagine in Spagna, proprio alcuni giorni dopo essere stata per la seconda volta nella città che una mia amica aveva detto essere la città per me. Aveva ragione Cristina, d'altra parte lì il mio nome è scritto ovunque.
Anche Il gioco dell'angelo si svolge a Barcellona, anche qui c'è quel cimitero, c'è un giovane protagonista di cui conosco alcuni umori, un misterioso editore che ha come simbolo un angelo, una strana casa con una torre, un amore non corrisposto, un ispettore che indaga su un incendio e un manoscritto con una curiosa lettera S... torno a leggere, che sono solo a pagina 224...


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permalink | inviato da stella-marina il 1/11/2008 alle 20:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

12 giugno 2007

Il mio scrigno/2

Non ho ereditato una biblioteca di famiglia, anche se la mia bisnonna era l’unica a saper leggere e scrivere nel nostro piccolo paese. Leggeva le lettere di coloro che erano andati via a causa della guerra o perché erano emigrati e scriveva quelle in risposta dei parenti rimasti.
Anche mia nonna fece lo stesso, altri soldati, altri emigranti. Il fratello aveva una raccolta di libri antichi, dispersi chissà dove. Ricordo ancora quando mi narrò la storia del nome del paesello, mi serviva per una ricerca scolastica. Alla mia richiesta sulla fonte dell’informazione, mi disse che l’aveva letta su un libro che ormai non trovava più, ma potevo stare tranquilla perché le date le aveva imparate a memoria.
A casa mia gli unici libri erano quelli scolastici, ma non mi sono mancate le enciclopedie e quelli di mia sorella più grande. Poi c’erano i libri della biblioteca di classe. Ancora mi ricordo l’avidità con la quale lessi Jolanda, la figlia del Corsaro Nero e tutti quelli di Emilio Salgari, che raccontava dei Caraibi e della Malesia anche se l’unico mare che aveva visto era quello Adriatico. Ma piano piano iniziai la mia collezione. Erano gli anni dei Manuali delle giovani marmotte, ero iscritta anche al club di Topolino, delle Piccole donne con tutta la saga, degli sceneggiati in televisione che mi portavano a leggere i libri dai quali erano tratti. Ho fatto impazzire diverse commesse della libreria della cittadina vicina per farmi trovare Marco Visconti di Tommaso Grossi. 
Quando mi sono trasferita a Roma per frequentare la scuola superiore tutto è diventato più semplice. Sotto il mio istituto, c’era un grande negozio di libri e dischi che presto divenne il mio rifugio. A casa di mia zia, dove mi ero trasferita, recuperai i libri di mio cugino finiti in soffitta con somma felicità di tutti visto che così si faceva spazio. I miei mi comprarono una cameretta componibile, si diceva allora, con un sacco di ripiani per i libri e, da allora, la mia piccola biblioteca è cresciuta con me. 
Nei miei trasferimenti, alcuni libri mi hanno seguito, altri sono rimasti in attesa che avessi una casa mia per ricomporli tutti. Infatti, il primo mobile che ho comprato per la casa nella quale vivo ora è stata proprio una bella libreria da usare nel soggiorno come divisorio, così avrei potuto sfruttare tutti e due i lati dei ripiani. Ora, in casa, ci sono diverse librerie, i libri non sono più in ordine alfabetico da tempo e ogni tanto mi capita di comprare due volte lo stesso testo, perché dimentico di averlo già. 
Una piccola mania si è aggiunta con gli anni. Mi piacciono i libri vecchi: le prime edizioni degli autori che amo di più, quelli che hanno una dedica oppure l’indicazione della libreria o dell’anno nel quale sono stati comprati, quelli sui quali c’è scritto il nome del proprietario. Li compro, li risistemo se c’è qualche pagine malandata e poi li metto vicino alle edizioni più nuove, magari proprio dello stesso libro. Mi piace curiosare nelle bancarelle di libri usati, l’ho imparato dal mio papi, che ha contribuito negli anni ad aumentare la mia collezione. Dice sempre che ormai non comprerà più libri, ma poi è più forte di lui. La sua raccolta di testi di autori abruzzesi farebbe la gioia di tante biblioteche di quella regione.
Mi piace vedere tanti libri, tutti assieme, e così, alla fine, ho anche lavorato in una biblioteca. E lì i testi erano antichi per davvero. Chiaramente non amo solo vedere, toccare i libri, ma anche leggerli, il piacere più grande, ma questa è materia per un altro post che prima o poi scriverò.
Ora, grazie ad aNobii, una parte dei miei gioielli è in ordine anche se il codice ISBN mi limita un po’ visto che i testi dei primi del Novecento il codice non ce l’hanno ed inserirli a mano richiede troppo tempo, ma piano pianoJ


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permalink | inviato da stella-marina il 12/6/2007 alle 23:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

11 giugno 2007

Il mio scrigno


 

Era nell’aria da un po’… e dopo Flickr, sono caduta nel tunnel di Anobii… :-)
Sembra la maledizione di un faraone egiziano...
Nelle foto una piccola anticipazione...




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permalink | inviato da stella-marina il 11/6/2007 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

9 maggio 2007

Piacevoli sorprese

Le forze dell’ordine, carabinieri, polizia, guardia di finanza, ecc. sono una categoria molto usata per le fiction televisive. Si sa, il fascino della divisa. Personalmente vedo La squadra dalla prima puntata, ma i miei preferiti sono l’ispettore Coliando e il commissario Soneri e pure Montalbano, che però piace a molti. Nessuno dei tre mai visti in divisa, tra l’altro… Ho provato a leggere i libri di Andrea Camilleri e di Valerio Varesi, ma dopo un po’ mi annoiavo, come se per me il poliziesco fosse solo un genere televisivo e non letterario. Ma questo week-end, complice la pioggia e il fatto che sabato mattina Luigi mi ha lasciata sola soletta per impegni accademici, sono stata rapita dalle avventure dell’ispettrice Petra Delicado e del suo vice Fermín Garzón in Nido vuoto di Alicia Giménez-Bartlett.

Lo avevo preso per caso da Feltrinelli: mi piacciono i libretti blu della Sellerio, si portano così bene in borsa e poi uno di personaggi si chiama come me, quindi, valeva la spesa. Lo so, i criteri con i quali scelgo i libri sono discutibili, ma il mio intuito sbaglia raramente. La storia si svolge a Barcellona ed ha inizio quando in un centro commerciale all’ispettrice Delicado viene rubata la pistola in modo poco convenzionale. Non vi dico di più, ma se volete leggere la scheda del libro e ascoltare le prime pagine andate qui. Come vi sarete accorti dai link, a casa mia è entrata l’adsl, sotto forma di Libero, e mi si è aperto quasi un mondo. Io adoro la banda larga… J




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