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22 dicembre 2007

Con l'augurio di restare sempre in piedi... :-)

Leggo da sempre il blog di Luisa Carrada, fonte molto autorevole di tutto ciò che riguarda la scrittura sul web e non solo. Uno dei suoi ultimi post parla dei piedi: le radici che ci connettono con la terra da cui attingiamo forza ed energia per crescere e alzarci verso l'alto, la base che dà stabilità a tutto il nostro essere…
Sono perfettamente d’accordo con lei, anche perché dopo la mia frattura mi sono resa conto che non poter camminare crea uno squilibrio non solo fisico. Ho dovuto imparare a fidarmi di nuovo dei miei piedi, della loro capacità di farcela a sostenere il mio corpo, della mia capacità di farcela ad iniziare un nuovo percorso.
Copio e incollo qui Elogio dei piedi di Erri de Luca, un poeta che io amo molto. Una poesia con la quale l’insegnante di yoga ha fatto gli auguri di Natale a Luisa.
Tanti auguri anche da parte mia, amici miei, di trascorrere delle ore serene con le persone che amate e un ringraziamento per l’importanza che avete nella mia vita, con affetto Marina

Elogio dei piedi

Perché reggono l'intero peso
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi
Perché riescono a correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare
Perché portano via
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato
e chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta
Perché sanno saltare
e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono le ali
Perché scalzi sono belli
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli
e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica
Perché sanno giocare con la palla
Perché sanno nuotare
Perché per qualche popolo pratico erano un'unità di misura
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Puskin
Perché gli antichi li amavano
e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro
o ripiegati indietro da un inginocchiatoio
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango
il croccante tip tap, la ruffiana tarantella
Perché non sanno accusare
e non impugnano armi
Perché sono stati crocifissi
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno
viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio
Perché come le capre amano il sale
Perché non hanno fretta di nascere
però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo
contro la morte.


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permalink | inviato da stella-marina il 22/12/2007 alle 14:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

29 aprile 2007

Innocenti evasioni...

Bilancia (23/9 – 22/10)
Le previsioni continuano a non parlare di maltempo… I venti sono leggeri, si può filare sulle onde con agilità. La vostra barca come sempre è la più bella, quella con la linea più elegante, i colori armoniosi, genoa, randa e spinnaker dipinti come in un quadro di Magritte o di Tadema. E’ il trigono di Venere, che amplifica ulteriormente il fascino. Voi non gareggiate, sfilate… Senza narcisismi, senza indugiare su voi stessi. Sfilate fieri, con l’albero maestro dritto come una spina dorsale sana, rigorosa. Rispettate le regole del gioco. Siete corretti. Mure a dritta e mure a sinistra, non deviate dalla rotta. Che mille delfini vi accompagnino.

L’oroscopo di Marco Pesatori su D di la Repubblica mi piace un sacco, lo trovo poetico e mai scontato. Parla di pianeti, trigoni, transiti e opposizioni però a tema e questa settimana l’argomento guida è la vela. L'oroscopo ai tempi della Vuitton Cup... :)




permalink | inviato da il 29/4/2007 alle 17:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

9 aprile 2006

Il cuore pieno di nomi

Alla fine del cammino
della mia vita piena
mi si chiederà:
Che cosa hai guadagnato?
Hai amato?
E io…
Senza dire una parola,
aprirò il mio cuore
pieno di nomi
di coloro che lungo il cammino
un giorno mi hanno abbracciato
e sostenuto.
Quanto li ho amati,
ho il cuor pieno di quei nomi.
E alla fine l’ultimo respiro,
nient’altro che riconoscenza
e lacrime di felicità.

E' una poesia di Frans van der Hoff, uno degli ideatori del commercio equo e solidale, un teologo ed economista, ma soprattutto una persona in gamba, di quelle che resiste, resiste, resiste.




permalink | inviato da il 9/4/2006 alle 2:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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