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Diario
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11 ottobre 2009

Mesi intensi

    Per farmi perdonare il silenzio... :)

16 novembre 2008

Casa P....e

L. guarda sconfortato il calzino che ha una piccola sfilatura.
 
Lu: Questi calzini oggi si fanno l'ultimo giro.
Io: Dead socks walking.


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15 novembre 2008

Roma, una mattina di sole

Arriverò tardi pure questa mattina. Mi alzo alle cinque, faccio due ore di viaggio e poi devo andare pure dal preside. Sa di scusa, lo so, ma se c’era un incidente, la colpa non è mia. Tanto oggi non c’è niente di importante alla prima ora. Alla seconda, invece, la professoressa di italiano spiega, poi ci sono le interrogazioni, ma oggi non tocca a me. Mi devo far dare gli appunti di diritto, la differenza fra diritto soggettivo e interesse legittimo non l’ho proprio capita. Accidenti, sono passata con il semaforo rosso, un cretino a momenti mi mette sotto.

Oddio, i libri. Cos’è successo? Perché sono per terra? Sono caduta sui sanpietrini? E cos’è questo dolore dietro la schiena? Ehi, ma cosa stai facendo? Cosa ho fatto? Sto andando a scuola, sono pure in ritardo e mi tocca andare dal preside per giustificarmi.
Mi fai male, lasciami le mani. Perché mi stai picchiando?
Madonna la manifestazione. Me n’ero dimenticata. Cos’è quel fumo che viene da Piazza Esedra? Mi fai male, lasciami, non ho fatto niente, stavo correndo perché l’autobus ha fatto ritardo. Non ho buttato niente. I libri, dove sono i libri? C’è il quaderno di Eleonora, glielo devo ridare. Lasciami, smettila, potrei essere tua sorella. Pensa se fossi la tua ragazza?

Ho visto dove sono finiti i libri, mi alzo, li prendo, lo guardo. Assomiglia al mio amico che lavora in una bella città sul lago. Il suo è un viso buono, ma ha la paura negli occhi e pure un po’ di stupore, come se solo ora si rendesse conto che mi ha fatto male.
Cerco di non piangere, di non sentire il dolore, non sa che fare, gli chiedo di accompagnarmi a scuola, sono in ritardo. Meno male, cammino bene, ma ho male al polso. Sono arrivata, mi fermo sul portone, mi accorgo che ha gli occhi lucidi, accenno un sorriso, abbassa lo sguardo, gli prendo la mano ora disarmata. Mi dice il suo nome e mi chiede perdono. E’ successo a Roma verso la fine degli anni settanta, in una mattina di sole.


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2 novembre 2008

Sapori d'autunno

            Frutti amati

Quando ero piccola, capivo che era arrivato l'autunno quando nonna 'Nunziata mi diceva che zio Augusto le aveva portato i granati per me, i miei genitori raccoglievano i cachi nel terreno dove si sentiva il cuculo, mio padre mi portava i ricci con dentro le castagne, le ceste di melette e il profumo dei mandarini riempivano la casa...


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1 novembre 2008

Sono stata rapita...

E' uscito, finalmente...

Ho letto L'ombra del vento in ritardo. Non amo i bestsellers, non mi piace leggere un libro solo perchè lo leggono gli altri, ma un romanzo ambientato a Barcellona dove si parlava di un cimitero dei libri dimenticati era un richiamo troppo forte.
Ho letto le ultime pagine in Spagna, proprio alcuni giorni dopo essere stata per la seconda volta nella città che una mia amica aveva detto essere la città per me. Aveva ragione Cristina, d'altra parte lì il mio nome è scritto ovunque.
Anche Il gioco dell'angelo si svolge a Barcellona, anche qui c'è quel cimitero, c'è un giovane protagonista di cui conosco alcuni umori, un misterioso editore che ha come simbolo un angelo, una strana casa con una torre, un amore non corrisposto, un ispettore che indaga su un incendio e un manoscritto con una curiosa lettera S... torno a leggere, che sono solo a pagina 224...


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28 ottobre 2008

Dolce dedicato

Crostata personalizzata

Questa crostata è stata un graditissimo regalo che mi ha fatto Maria, una collega/amica che ho conosciuto al primo modulo di un corso di aggiornamento. Non ci eravamo mai incontrate prima, ma a volte basta poco per capire di essere sulla stessa lunghezza d'onda.
Abbiamo condiviso delle ore di lezione, le pause per il caffè e per il pranzo, i passaggi in macchina durante i quali ci siamo raccontate le nostre vite. Mi ha parlato dei suoi figli, della sua nipotina arrivata un po' troppo presto e di quella che arriverà a gennaio, del matrimonio di sua figlia, della sua infanzia, dei suoi genitori e piano piano anche io le raccontato di me, come si fa con una persona che conosci da tempo, di cui sai che ti puoi fidare.
Poi ci siamo riviste la scorsa settimana e mi ha portato questa crostata, come si fa con una vera amica, come si fa con una persona di famiglia. Grazie Maria, per essere una persona bella e schietta, per il tuo affetto e le tue premure.


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22 ottobre 2008

Con te...

Con te...

Oggi sono tornata quella bambina di collina che si arrampicava dappertutto, sfidava ogni rovo per raccogliere i ciclamini dal colore più intenso. Ho respirato il profumo della terra umida e del muschio. Con il cuore leggero e felice, ho ascoltato ad occhi chiusi il canto di mille uccelli... Sensazioni antiche, già conosciute, ma questa volta condivise con te... :-) 


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20 ottobre 2008

Cartoline per voi... :-)

 


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20 ottobre 2008

Verso il cielo

La testa per aria... :-)

3 settembre 2008

Tanti auguri stella-marina! :-)

un girasole per stella

Stella-Marina compie tre anni, che non sono pochi!
Tanti auguri e grazie a tutti i miei cari amici!
Questo girasole è per voi!
:-)


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28 agosto 2008

Catalogna, mi amor

 


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28 agosto 2008

Neanche un minuto di non amore...

Al faro con te...

Buon anniversario amore mio!
Ti ricordi quando abbiamo fatto questa foto? Stavamo cercando una piccola spiaggia dove fare il bagno... ma la prima era troppo affollata e alla seconda saremmo arrivati troppo tardi. E così abbiamo fatto questa deviazione per vedere il faro.
Anche la vita non corre dritta verso una direzione, ci sono delle piccole deviazioni, che però si possono rivelare migliori di quella che si pensava essere la meta finale.
Ti seguirò sempre, perchè per me sei il compagno migliore che mi potesse capitare, l'unico possibile... :-)

25 luglio 2008

Ciao Professore!


Sono convinta che ti stai divertendo anche dove sei ora... magari stai volando sul tappeto magico di Aladino... :-) Grazie!

...Non c'è proprio niente da fare. Possiamo solo decidere come reagire. Non possiamo cambiare le carte in tavola, ma soltanto giocare al meglio la mano.

I muri esistono per una ragione. Non certo per allontanarci, ma per darci la possibilità di dimostrare quanto davvero desideriamo qualcosa.
(L'ultima lezione, Randy Pausch con Jeffrey Zaslow, Rizzoli Editore)

2 luglio 2008

The strength of dreams...

The strength of dreams
murmurs tenderly:
"time has come, time has come..."

La forza dei sogni
mormora dolcemente:
"è giunto il tempo, è giunto il tempo..."


Non so chi abbia scritto questi versi, li ho scoperti grazie ad un amico, ma sono dolci da pronunciare e, anche se non so bene il perchè, sono perfetti per questa sera.


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20 aprile 2008

Dedicato a Papi e Rosella

 

12 febbraio 2008

Un uomo che abbraccia...

Ho appena visto Caos Calmo. E’ un bel film. A me ha fatto anche un certo effetto perché vedere Roma al cinema, uscire e non essere a Roma, beh, fa effetto.
Non voglio raccontarvi la storia, ma solo le mie impressioni. Ma come fa Nanni Moretti che ha un naso orrendo e delle orecchie deformi ad avere tanto fascino e risultare pure bello è qualcosa che mi sfugge. Alessandro Gassman con l’aria trucidona e la barba incolta è, diciamo, una vera sorpresa… in verità avevo scritto altro, ma lasciamo perdere.
Valeria Golino è una zia svampita con delle camicette da urlo. Isabella Ferrari è sprecata. Dopo Saturno Contro, abbiamo scoperto che anche una donna con tre figli può avere una carica erotica non indifferente, ma la sua scena più lunga è quella che tutti sappiamo e, se devo essere sincera, a me ha fatto pure un po’ ridere. Dura troppo, è anche un po’ banalotta e rimane nel dubbio se reale o sognata.
Però è bella la figura del manager leale con gli amici e che lavora nell’ufficio en plein air, dove arrivano tutti prima o dopo e è bella anche quella piccola umanità che ruota intorno a quella panchina: il bimbo down, il barista, il vedovo che lo invita a farsi due spaghetti pomodoro e basilico, Jolanda e il suo San Bernardo, la neve e, forse, una nuova speranza…
E poi Pietro saluta tutti con un abbraccio forte, sincero e questo a me piace molto, ma proprio tanto...


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30 gennaio 2008

Profumi di casa...

       Profumo di limone...   Profumo di cannella e di fiori d'arancio...

A casa mia si respirano i profumi della costiera... limone, cannella e fiori d'arancio...


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20 gennaio 2008

Quello che vedono i nostri occhi...

La prima macchina fotografica l’ho ricevuta per la prima comunione dallo zio di Perugia. Ma io preferii di gran lunga la bicicletta color albicocca regalata dallo zio di Roma che è stata la mia compagna d’avventure per tutto il tempo della mia adolescenza e forse qualcuno la usa ancora. Non amo essere fotografata e quindi non imparai mai ad usarla. Però l’occhio fotografico l’ho avuto fin da bambina. Quando visitavo un luogo erano i miei occhi che selezionavano le inquadrature preferite e conservavano quelle nel book della mia memoria.
Ma durante il viaggio a Malta, il primo dopo un lungo periodo, comprai una macchinetta usa e getta. Ero andata lì per un corso d’inglese, da sola, e pensai che far fotografie mi avrebbe fatto compagnia. Non avrei mai immaginato che proprio lì avrei incontrato la persona che, da allora, non mi ha fatto più sentire sola. Ma, visto che l’ho incontrato subito e l’ho riconosciuto con un po’ di ritardo, qualche bella fotografia con quella scatoletta l’ho fatta. E, soprattutto, ho capito che far fotografie mi piaceva proprio tanto. La memoria è un hard disk molto capiente ma ogni tanto qualche file si danneggia, mentre le foto su carta sono immagini che fanno da interruttore per rivivere le sensazioni e le emozioni di momenti felici.
Poi L. aveva una Canon A1 con la quale ci siamo intese subito. Non le so caricare neanche un rullino, ma mi ha fatto vedere immagini piene di magia che io avevo soltanto immaginato e il merito è tutto suo, naturalmente, io mi limito ad inquadrare e fare click. Non mi ha mai deluso la mia A1 e, a volte, penso che ha un’anima quel pezzetto di ferro.

Da qualche anno, però, è arrivata la fotocamera digitale. Era il giocattolo di L. Io avevo la mia macchina fotografica e, si sa, sono un tipo fedele io. Però lei aveva il vantaggio di farci vedere subito le foto e riduceva notevolmente le spese di sviluppo, fatto non indifferente visto che facevamo una media di 30 rullini per ogni viaggio e, in quel periodo, si viaggiava spesso. C’è voluto un po’, ma ora portiamo in giro solo la piccoletta che ci scambiamo in attesa di trovare il tempo per trovarle una degna compagna, magari una nipotina della cara e ormai in pensione A1, che però ancora uso, soprattutto quando i viaggi sono in Italia.
La scelta di usare la digitale è stata favorita anche dalla scoperta di Flickr, dalla possibilità di creare un album on line e di condividere le nostre foto con altre persone che riescono a vedere quello che hanno visto i nostri occhi e anche di più. Alcuni di loro da semplici contatti, sono diventati amici perché ci hanno fatto scoprire nuovi luoghi di posti già amati, nuove passioni e nuovi punti di vista.
Un amico flickreriano l’ho incontrato, ho visto la bella persona che è e che le sue foto mi avevano fatto intuire, altri mi hanno fatto compagnia nelle lunghe ore di riposo e solitudine forzati e mi hanno strappato un sorriso anche alle due di notte, altri ancora mi hanno fatto scoprire i suoni di una musica che consola e il sapore di piatti antichi.
Poi, qualcuno si è anche accorto delle nostre foto e ci ha chiesto il permesso di pubblicarle qui, qui e qui… La fotografia non sarà mai il nostro mestiere, ma una grande passione si… e, di questi tempi, non è poco…
J


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10 gennaio 2008

Chance for changes

Vivere a Ferrara ha introdotto degli importanti cambiamenti nella mia vita.
Non so più cosa sia il traffico, le levatacce per andare al lavoro e le ore perse in macchina per tornare a casa. Sto apprezzando come sia bello andare al lavoro a piedi, tornare a casa chiacchierando con una collega, uscire dall’ufficio sapendo che Luigi mi sta venendo incontro per andare a prendere una cioccolata o a fare la spesa insieme.
Ho il tempo per andare ad assistere alla presentazione di un libro, per fare un salto da Feltrinelli e da Mel con calma, avendo la libertà di comprare un libro non appena avrò terminato quello che sto leggendo tanto le librerie sono sulla strada di casa.
Piccole cose che rendono piacevole una giornata o che ti danno la possibilità di raddrizzarne una storta.
Poi, ci sono altre cose che non avrei mai immaginato di fare.
Non avrei mai pensato di comprare ed indossare un cappello. Ho imparato ad apprezzare che avere qualcosa sulla testa oltre a proteggere dal freddo, mantiene in ordine i capelli, fatto non di secondaria importanza nei giorni in cui devi rimanere nove ore in ufficio conservando anche un aspetto decente nelle giornate con un po’ di fotogenica nebbia e di bagnata umidità.
Oppure andare al lavoro in bicicletta. Finalmente ho dato un senso all’acquisto della mia bici blu fatto un paio di anni fa. A Ferrara la bici è di gran lunga il mezzo di trasporto più utilizzato. Sfidando ogni legge fisica, ho visto mamme andare in bici con il bimbo grande dietro e quello piccolo nel seggiolino davanti, signore anziane mantenersi in equilibrio perfetto con tre o quattro buste della spesa, ragazzi con una mano sul manubrio mentre con l’altra trascinano un trolley per le vie della città. La bicicletta è nel dna dei ferraresi, andare in bici ti fa sentire parte della città e a me mette allegria.
Certo, ancora non so fare i cappelletti e i tortelli di zucca, ma datemi tempo… Anche se penso che la ere romana non la perderò mai e che sarò sempre una romana-ferrarese… J


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1 gennaio 2008

Buon Anno!

Sono stati dieci minuti di magia tra musica, colori ed emozioni!
A tutti voi un abbraccio e l'augurio di 366 giorni da riempire di cose belle.

22 dicembre 2007

Con l'augurio di restare sempre in piedi... :-)

Leggo da sempre il blog di Luisa Carrada, fonte molto autorevole di tutto ciò che riguarda la scrittura sul web e non solo. Uno dei suoi ultimi post parla dei piedi: le radici che ci connettono con la terra da cui attingiamo forza ed energia per crescere e alzarci verso l'alto, la base che dà stabilità a tutto il nostro essere…
Sono perfettamente d’accordo con lei, anche perché dopo la mia frattura mi sono resa conto che non poter camminare crea uno squilibrio non solo fisico. Ho dovuto imparare a fidarmi di nuovo dei miei piedi, della loro capacità di farcela a sostenere il mio corpo, della mia capacità di farcela ad iniziare un nuovo percorso.
Copio e incollo qui Elogio dei piedi di Erri de Luca, un poeta che io amo molto. Una poesia con la quale l’insegnante di yoga ha fatto gli auguri di Natale a Luisa.
Tanti auguri anche da parte mia, amici miei, di trascorrere delle ore serene con le persone che amate e un ringraziamento per l’importanza che avete nella mia vita, con affetto Marina

Elogio dei piedi

Perché reggono l'intero peso
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi
Perché riescono a correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare
Perché portano via
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato
e chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta
Perché sanno saltare
e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono le ali
Perché scalzi sono belli
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli
e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica
Perché sanno giocare con la palla
Perché sanno nuotare
Perché per qualche popolo pratico erano un'unità di misura
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Puskin
Perché gli antichi li amavano
e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro
o ripiegati indietro da un inginocchiatoio
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango
il croccante tip tap, la ruffiana tarantella
Perché non sanno accusare
e non impugnano armi
Perché sono stati crocifissi
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno
viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio
Perché come le capre amano il sale
Perché non hanno fretta di nascere
però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo
contro la morte.


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19 dicembre 2007

La mia vita, a Ferrara...

Questa volta la pausa è durata a lungo. Ma c’è un motivo. Il blog è rimasto qui, ma io mi sono spostata, e di un bel po’. Da Roma sono andata a vivere a Ferrara, la città più bella del mondo. Un cambiamento lungamente atteso a causa della mia caduta di agosto che mi ha tenuto ferma per circa due mesi e mezzo. Sono stati giorni lunghi, duri, dolorosi, durante i quali i miei amici virtuali, ma forse più veri dei reali, mi hanno aiutato non poco.
Ma passiamo alle belle notizie. Ora vivo in questa città piccola, ma incantevole che mi ha completamente stregata. Prima ne ero innamorata, ma ora ho proprio perso la testa. Mi piace tutto: i vicoli, le stradine, i palazzi , le chiese… andare al lavoro la mattina è una passeggiata che mi riempie gli occhi di bellezza e di stupore.
Via Garibaldi con i suoi negozi, Piazza Municipio con lo scalone d’onore e la Torre della Vittoria. Il vòlto del cavallo e la facciata della cattedrale ti appare d’improvviso che rimani senza fiato. Basta spostare lo sguardo verso sinistra e i torrioni del Castello Estense sono lì con tutta la loro imponenza ed eleganza. Via Voltapaletto, via Savonarola, con le loro chiese, il bellissimo cortile di Casa Romei che vedo dal portone socchiuso, i ragazzi che vanno a scuola e all’università. Poi giro a destra e sono arrivata in ufficio, piena di energia e di voglia di fare. E questo è solo uno dei percorsi possibili, che scelgo a seconda del tempo a disposizione e dell’umore, perché ci sono anche delle strade piene di negozi, da non fare la mattina però…
Finora il tempo è stato clemente e mentre a Roma pioveva, a Ferrara c’era un cielo azzurro limpido e terso perfetto per far risaltare il colore ocra dei palazzi ferraresi. Ma anche nei giorni di nebbia, solo un paio per ora, Ferrara ha mostrato il meglio di sé… sembrava uscita da un libro di fiabe tanto era bella e magica. E a me sembrava di essere a Brigadoon… J

28 ottobre 2007

Al mio papi



E’ stato un regalo inaspettato, ma molto gradito perché so che me lo hai fatto con il cuore. Ma, lo so, tu sei il mio papi del cuore... noi ci siamo scelti, non ci siamo trovati per caso...
Non mi hai dato la vita, ma mi ha insegnato a respirare, a vedere le cose del mondo, a capire, a comprendere, ad amare... ad essere quella che sono...
Ci sei stato quando avevo bisogno di te e ci sei ora, con discrezione, a modo tuo...
So che sono importante per te e questo è importante per me...
Ti voglio bene, ma tanto tanto... :-)

10 ottobre 2007

Vita con te

Da te a me




Da me a te

Se tu mi dimentichi  Pablo Neruda

Voglio che tu sappia
una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“ Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata “

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.


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5 ottobre 2007

Quando Coliandro ballava...

Si sa, ho una passione per l’ispettore Coliandro, che in tivvù ha la faccia e soprattutto il fisico di Giampaolo Morelli. Visto che ho superato l’età per innamorarmi dei divi, George è l’eccezione che conferma la regola, a me Morelli piace perché per me lui é Coliandro. Diciamo che vederlo che fa il finanziere mi fa quasi ridere…

Però c’è un film di qualche anno fa Dillo con parole mie, un Luchetti in fase leggera, ma ispirata, dove Coliandro interpreta un personaggio simpaticissimo… E’ la storia del rapporto tra una zia e una nipote in vacanza a Ios, lui fa torte con un ingrediente segreto e… no, il seguito non ve lo dico… il film è carinissimo e merita di essere visto.

Il personaggio di Morelli rimane un po’ sullo sfondo, ma alla fine c’è una scena che è uno spasso e che, secondo me, piacerebbe anche a Coliandro, quello vero...
Fumo blu, fumo blu... http://www.youtube.com/watch?v=IULGIEonK5c


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